France

PARIS, RUE LEPIC

gen-paulÈ la tortuosa scalata per arrivare a Montmartre, impietoso pendio che scala la collina, dal Moulin Rouge al Sacré-Cœur. Lunga arteria di quella che una volta era la comune di Montmartre, la rue Lepic è una delle strade più percorse in tutto il quartiere, consumata dai turisti che vengono a cercare un briciolo di magia del film di Amélie, dai camion delle consegne agli innumerevoli ristoranti, caffè e commerci dei dintorni, da chi ci abita ed è costretto a risalire a piedi, perché trasporti e mezzi pubblici, fatta eccezione per il piccolo bus che attraversa Montmartre, non vanno più in là della pianura.

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PARIS, JARDIN SHAKESPEARE

shakeTre giorni consecutivi di sole a Parigi, la temperatura sale sopra i 15 gradi e da domenica c’è anche il cambio dell’ora. Fa buio intorno alle 8 di sera e dagli alberi si levano cori di pennuti allegri. Ormai è definitivamente primavera, devo farmene una ragione. Fatta eccezione per lo scorso anno, quando me ne andavo in giro per la città con il mio pancione da 16 chili e sorridevo beata, e beota, a ogni bocciolo, la primavera parigina mi ha sempre provocato un po’ di tristezza,

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IL VIZIO DI PARLARE A ME STESSA

cacherIn queste giornate di tempo rubato al sonno, di tazze di tè verde per resistere qualche minuto in più nottetempo, di poche parentesi di solitudine, il pensiero della scrittura è diventato una delle tante cose da fare, come una lavatrice, la spesa, i vestiti da piegare sulla sedia, una necessità che rimando a giorni più silenziosi, a pomeriggi meno stridenti e nottate più lunghe. Prima di spegnere la luce, la sera, mi riprometto di pensarci domani, di ritagliare al volo una porzione di pomeriggio, che puntualmente finisce per essere impiegata altrimenti. Non solo. Il meccanismo a volte sembra essersi arrugginito. Le parole fanno fatica a mettersi in fila, arranco alla ricerca di una sfumatura, di un guizzo narrativo.

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LA PROMESSA DELL’ALBA

bsHo conosciuto Romain Gary in un appartamento parigino del 20simo arrondissement, circa sei anni fa, un incontro inatteso tra gli scaffali di una libreria. Una storia sgualcita, ambientata a Belleville, letta in pochi giorni nel tratto di superficie della linea 6 della metropolitana, da Nation a Glacière. Un colpo di fulmine letterario, che mi ha trascinata nelle biblioteche, alla ricerca di altre parole, altri racconti, su questo scrittore che non avevo mai sentito nominare…

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FERIE D’AGOSTO

stairsIn Francia, gli ultimi giorni d’agosto sono il preludio alla rentrée. Il primo lunedì di settembre, l’estate finisce di colpo, la bella stagione si congeda, si chiude il sipario delle vacanze e la lentezza dei giorni agostani viene spazzata via dal suono della campanella. Con la sveglia del lunedì mattina, tutti i bambini, di tutte le scuole, tornano a scuola, gli uffici svogliati ricominciano a lavorare a pieno ritmo, teatri e gallerie annunciano la prossima stagione, le città pubblicano il calendario di eventi culturali. Non solo. La prima settimana di settembre è anche il momento della rentrée letteraria, dove si concentrano le uscite editoriali più importanti di tutto l’anno.

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L’ANALFABETA

redQuando nel 2010 sono atterrata in Francia, la mia prima coinquilina è stata una ragazza di Marsiglia, studentessa in Infermeria. La sua cadenza del Sud, il ritmo più lento, le vocali più aperte, mi hanno illuso di poter afferrare con facilità, sin dal primo giorno, ogni conversazione nella lingua d’oltralpe, idioma che ho studiato con passione per quasi tredici anni. L’incontro con i parigini, invece, è stato sconfortante.

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OLIVIA SNAIJE, FREELANCE IN BICICLETTA

coco_beirutOlivia Snaije è nata in Egitto, da madre statunitense e padre cinese, naturalizzato americano. Giornalista, editor e traduttrice, si occupa principalmente di Medio Oriente, multiculturalismo, letteratura e cucina. Dopo aver lavorato a Milano, Londra, Parigi, New York, è tornata nella capitale francese, “da dove”, dichiara, “non mi muoverò più”. Incontro Olivia un lunedì pomeriggio d’agosto, al caffè Le Select, nel cuore del 14simo arrondissement di Parigi. “Venendo qui, mi è venuta un’idea per una graphic novel“, esordisce in perfetto italiano, prima di accomodarsi in terrazza.

 

A CENA SULLA PLACE DU TERTRE

auAbito a circa trenta metri dalla Place du Tertre, il quadrilatero più celebre di Parigi, regno di pittori e musicisti di strada, assediato dai venditori di souvenir e preso d’assalto dai turisti. Chi mi conosce, sa che spesso ai rumori della piazza, alla rue Norvins intasata, all’ennesima fisarmonica sotto la finestra che strimpella la colonna sonora del fantastico mondo di Amélie per tutto il pomeriggio…

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IL COLORE VIOLA

scrittriciIl colore viola è un libro difficile. Da ogni punto di vista. Nella prima dozzina di pagine, Celie, 14 anni, ci racconta in un linguaggio stentato, nel suo inglese illetterato, di come sua madre sia caduta in depressione e quello che crede sia suo padre l’abbia scelta per continuare a procreare. Non ancora 15enne, Celie ha due figli, che le vengono portati via, e sarà costretta a sposarsi con Mr —, alla ricerca di qualcuno che possa badare alla casa e alla sua prole indisciplinata…

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PARIGI, O LA NUOVA ATENE

sqEsistono angoli di Parigi che ho attraversato per anni, di corsa, stazioni della metropolitana dove non ho mai avuto l’occasione di fermarmi, interi quartieri che vivono all’ombra di uno scorcio più celebre, offuscati dalla reputazione di un paio di strade e boulevard, viali anonimi, immersi nel silenzio dell’esistenza quotidiana, che non ha niente da spartire con gli itinerari turistici, li week-end nella Ville Lumière, e che assomiglia spesso a un tentativo di resistenza, più o meno originale, in una città in grado di fagocitare sogni, progetti ed energie…

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FUGA IN BRETAGNA

lucyImparo in questi mesi come il viaggio sia soprattutto un ritorno, come scriveva Magris, “che insegna ad abitare più liberamente e poeticamente la propria casa”. Tornare in Francia, ricominciare da zero, riscoprire un posto già conosciuto, accorgersi di quello che ci era sfuggito. Per me, Parigi è diventata di nuovo una caccia al tesoro. Lo diceva anche Saramago, che non si arriva mai, che non c’è viaggio che finisca: “Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto…

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SULLA STRADA

gloria-taxiQualche mese fa, di ritorno a Parigi, ho finalmente svuotato lo zaino che mi sono trascinata dietro per tutto l’ultimo anno. Sono partita dalla Francia lo scorso gennaio, diretta in Veneto. A marzo mi sono trasferita al settimo piano di un palazzo a Milano Sud, ma tornando ogni lunedì sera in quel di Piazza Napoli a Padova per il mio corso di teatro. A fine giugno sono sbarcata nel Basso Salento e sono ripartita a settembre, destinazione Grecia…

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ALLEGRIA DI NAUFRAGI

trinceaIl giorno di Natale, dalla finestra sulla rue Norvins, le strade di Montmartre sembravano tornate a brulicare di turisti, degli acuti dei musicanti, delle offerte per un ritratto dal caricaturista di turno. Odore di crêpe, vino caldo, il riflesso delle luci blu tra gli alberi della Place du Tertre, un rumoroso gomitolo di strade nel quale non avevo voglia di tuffarmi. Ho riaperto vecchi libri, ritrovato appunti dimenticati, sono tornata a leggere la storia di un poeta che aveva voglia di dimenticarsi di sé…

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PARIS, RUE DE ROME

carnivalNascosti e brulicanti, ai piedi dei palazzi a sei piani, al riparo dai grandi viali del barone Haussmann, a Parigi ci sono interi quartieri a tema. Utensili da cucina, costumi di teatro, pianoforti, cibo giapponese, ogni curiosità, vezzo, esigenza trova il suo angolo nella capitale. Restando nei paraggi di Montmartre, ai piedi della Basilica, il quartiere intorno…

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LE CITTÀ INVISIBILI

waitingLe descrizioni di città visitate da Marco Polo avevano questa dote: che ci si poteva girare in mezzo col pensiero, perdercisi, fermarsi a prendere il fresco, o scappare via di corsa. Succede spesso di andare lontano per smaltire un carico troppo ingombrante di nostalgia, come il Marco Polo di Italo Calvino. Di riuscire a realizzare quanto buio c’è tutto intorno solo aguzzando la vista sulle fioche luci lontane. Partire quasi per abitudine, per inerzia, per inseguire un desiderio che non ha forma, se non quella astratta e vaga del cambiamento, della svolta, il colore mai visto di una pagina bianca, ma non vuota…

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IL ROVESCIO E IL DIRITTO

lights_carsSbarcato a Praga, senza alcun appoggio, senza l’indirizzo di un hotel in tasca, un conoscente che lo aspetti a casa, pochi soldi nel portafoglio, sperduto nella fredda stazione mitteleuropea, Albert Camus si sente gonfio d’uno strano sentimento di libertà, perché le sue due valigie non pesano ormai più di tanto, il braccio è leggero, il passo veloce. Poco importa della solitudine, della paura di ritrovarsi in un paese sconosciuto, dove anche la lingua, il biglietto del tram, il gusto dei piatti tipici…

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paris, rue seveste

noteParmi les plaisirs du voyage, il y a aussi celui du retour. Surtout, pour ce type de flâneurs qui se sentent chez eux dans des endroits qu’ils visitent pour la première fois. Ces étrangers qui se méfient des origines marquées sur leur carte d’identité et qui n’appartiennent qu’à ces villes où ils ont été heureux pour la première fois. Leur chez eux, c’est un lieu qui n’existe pas, qui n’est pas écrit sur le plan du centre, qui n’a pas d’arrêt de métro. C’est la table d’un café où ils sont allés diner plusieurs fois, c’est un cinéma désert dans l’après-midi ou les bras de quelqu’un, où ils avaient imaginé de rester quelques jours ou toute leur vie.

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SOLO PER FUMATORI

Ribeyro-II1“Passeggiamo come automi per città prive di senso. Passiamo da un sesso all’altro per giungere sempre alla stessa dimora. Diciamo più o meno le stesse cose, con leggere varianti. Mangiamo vegetali o animali, ma non più di quelli disponibili, nessuno ci servirà mai l’Uccello del Paradiso o la Rosa dei Venti”. Chi scrive è Julio Ramon Ribeyro, scrittore peruviano “timido e geniale”, nato a Lima nel 1929 e qui morto nel 1994

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FAVOLE PER SOLI ADULTI

jellyfishC’era una volta, tanto tempo fa, una fiaba, ma ho dovuto ammazzarla. Senza esitazioni e ripensamenti. Un colpo netto, come uno squarcio nella pancia del lupo cattivo, come la strega cattiva chiusa nel forno a bruciare, morta, una volta per tutte, come un cartone animato sciolto nella salamoia. Questo articolo è quel che resta di un’immersione nelle favole per soli adulti, lette e vissute, è stato scritto un paio d’anni fa, sotto l’effetto allucinogeno di un libro di fiabe tradizionali, reinterpretate da scrittori contemporanei.

 

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almost blue

sireneQuando ho incontrato Yves Klein per la prima volta, non sapevo fosse lui. Si presentò vestito elegante, lo sguardo perso all’orizzonte, nell’atto di saltare dalla finestra, in una fotografia d’epoca, annegata nel blu.

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IN ALTRE PAROLE

books_gatleyJhumpa Lahiri è una scrittrice di origini indiane, cresciuta in America, innamorata dell’italiano. Se non bastasse questo straordinario mix di lingue e culture a travolgermi, a completare il quadro c’è il suo esilio volontario, come lo definisce lei. Anzi, un esilio linguistico, dagli Stati Uniti a Roma, inseguendo una folle infatuazione per un idioma straniero.

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COFFEE AND CIGARETTES

rita1V: “No, non credo, per ora no”.

Lei: “Dai…ma come si fa a lasciare Parigi, la città dell’amore?”

V: “…”

Lei: “Ma non ti manca Parigi?” (ndr, la stessa persona almeno un mese fa mi chiedeva se non mi mancasse l’Italia)

V: “Sì un po’, ma non voglio tornarci”

Lei: “No, secondo me menti a te stessa, vedrai che ci torni”

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IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

w“Vorresti che il tempo ti avvertisse. Degli ingranaggi che iniziano a cigolare, una lancetta che scorre più lenta. E invece il tempo si ferma così, senza un motivo, in modo brusco e non riprende mai più a ticchettare”. A scrivere è Ernest van der Kwast, nel suo libro Mama Tandoori, una sgangherata saga familiare, tra India, Canada, Olanda e Italia, letta in pochissimi giorni, su un divano padovano.

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L’ACQUA AL TIMO DI CASA

hemisphere-magBruce Chatwin era convinto che la casa fosse una perversione umana, che la vera dimora dell’uomo fosse la strada e che gli oggetti riempissero il cuore di paure e del timore di perdere tutto, costringendo gli uomini a passare la vita facendo la guardia ai propri possedimenti e ad accontentarsi di un’esistenza sedentaria e noiosa. Purtroppo, però, di Chatwin ce n’è stato solo uno, la maggior parte dei comuni mortali sogna un appartamento in centro, soldi e posto fisso e, per fare i nomadi, come diceva Maria Perosino, spesso bisogna munirsi di una valida motivazione, “per chi ha bisogno di viaggiare e ha bisogno di una scusa per farlo, per non arrivare a chiedersi ‘che ci faccio io qui?’…

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Il vento cattivo

wQuello che mi piace di più quando arrivo a Parigi, sbarco a Porte Maillot e prendo la linea 1 della metropolitana per tornare a casa è guardare le pubblicità: manifesti di spettacoli, concerti, mostre, è come se la città mi stesse dando ancora una volta il benvenuto e mi dicesse cosa ha messo in serbo per me. Una girandola di novità, di possibilità, di esperienze nuove: è quello che è stata per me Parigi durante questi quattro anni.

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Autumn Leaves

ultimaOggi è la vigilia del mio compleanno. Che io lo scriva senza timori e riserve dimostra una certa consapevolezza, quella di aver fatto più o meno pace con quello che è stato sempre un avvenimento controverso del mio abbondante quarto di secolo. Non ho mai organizzato feste, né invitato gli amici a cena…

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Paris, rue François Miron

epL’intenzione era quella di stare lontana dal computer, parlare con almeno cinque persone diverse durante il giorno, tornare a casa stanca e addormentarmi subito, imparare nuove cose, abbandonare la scrittura, almeno per un po’. Così l’anno scorso, ho iniziato a lavorare in un negozietto di giocattoli e accessori nel Marais, nella parte sud del quartiere…

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Paris, rue d’Avron

pLa rue d’Avron è un lungo viale del 20simo arrondissement di Parigi. Io ci passo almeno due volte al giorno e la conosco ormai fin troppo bene. Saranno quattro anni che la attraverso, in una direzione e nell’altra. Di fretta, oppure piano guardandomi intorno. Con l’emozione di un trasloco e di una nuova vita, ferma lì ad aspettare, o con l’amarezza di una partenza improvvisa…

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Video Killed the Radio Star: Italiani a Parigi

wPoco meno di due mesi fa, Luciana Mella, di Radio Colonia, emittente italiana di base in Germania, mi ha telefonato per farmi qualche domanda sulla vita dei giovani italiani in Francia, precisamente a Parigi. Mi ha trovata nell’unica settimana francese della mia estate, trascorsa, per il resto, interamente in Italia, tra il Veneto e Lecce, anzi quel non-luogo alla periferia della città che è l’ospedale di Lecce (ma questa è un’altra storia).

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Parigi-altrove: solo andata

Alassane_DonGalloLa scorsa domenica, sono arrivata all’aeroporto di Bologna, con largo anticipo. Ripartivo per Parigi, dopo quattro giorni trascorsi tra Milano e Padova. In questa breve parentesi, ho capito che gli anni passano per tutti, ma non per alcune amicizie, ho visitato per la prima volta il cimitero monumentale di Milano e ho scoperto che ha il soffitto dipinto di un blu immenso, mi sono ricordata perché scrivo e perché voglio fare della scrittura il mio mestiere…

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The Drawer: il disegno contemporaneo a Parigi

thedrawer_copertina2Pensarsi come un cassetto pieno di schizzi e disegni. Immaginarsi come una collezione di immagini, di pezzi unici e rarità. È questa l’intenzione di The Drawer, rivista semestrale dedicata al disegno e all’immagine, distribuita da Les Presses du Réel, nata a Parigi nel 2011 dall’intuizione creativa di Barbara Soyer e Sophie Toulouse, mente e cuore del progetto, ma soprattutto occhi attenti ed esigenti…

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Parigi, Molitor: la piscina comunale diventa club privato

piscina_streetartistChiusa per 25 anni, ha riaperto i battenti lunedì 19 maggio, in grande stile la piscina Molitor, luogo storico della città di Parigi, tra l’estasi collettiva, l’emozione soddisfatta del quartiere, ma soprattutto le accuse dei non pochi detrattori, davanti a questo nuovo imponente club privato d’élite, accessibile a pochi, l’ennesima porta che si chiude nella capitale…

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Guerrilla store e vetrine effimere nel Marais

UCE_6894Si definisce “guerrilla store”, semplicemente perché “non cerchiamo di piacere a tutti i costi ma portiamo avanti una lotta estetica ben precisa”. A metà tra la boutique chic e l’atelier creativo per adulti, il punto vendita biologico e la libreria impegnata, Moratoire, ultima vetrina effimera nel cuore del Marais, intende preservare la sua anima pedagogica e proporsi come luogo di scoperta…

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All we ever wanted

normal_night-rain-in-parisA volte penso che qualche brandello di me sia ancora sparso là fuori. Se mi concentro, riesco ancora a sentire il freddo ai piedi mentre mi arrampicavo lungo una rue de Ménilmontant innevata, una sera di dicembre. Nelle narici torna il profumo dei polli arrosto della rue du Bac, il ventaglio di colori dei negozi di calzini e cappelli…

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Ill wind

fwA ill wind is bringing me down these days. It’s a real ill one, since I’ve been coughing for days and still not able to leave the apartment or do something different than lay down with books, tea and cats. And a wicked one, ’cause I’m pretty scared about following it. It’s not pushing me far away, just a few kilometers far from my beloved apartment…

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Hollande in stile gangsta

pierre-evil-gangsta-rapSi chiama Pierre-Yves Bocquet, ha 40 anni, ed è uno degli uomini in giacca e cravatta che ogni mattina attraversano la rue du Faubourg Saint-Honoré per arrivare puntuali in ufficio. E non in un ufficio qualunque, ma all’Eliseo, nel cuore dell’ottavo arrondissement di Parigi. C’è però una parte della Francia che lo conosce, anzi lo legge, sotto il nome diPierre Evil, critico musicale gagliardo…

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Un pomeriggio con Jacques Le Goff

legoffL’ho incontrato un pomeriggio d’agosto, nella sua casa affacciata sul Canal de la Villette, dalla quale non usciva ormai da tanti anni. La malattia lo costringeva, lui, letterato vagante, a una sola peregrinazione, quella nel suo studio, traboccante di libri e scritture. Le foto che accompagnano gli ultimi articoli mostrano un altro Jacques Le Goff, più giovane, anche forse più sbruffone…

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Parigi osa: Hidalgo la socialista vince la capitale

hidalgoOrchestra, fiumi di champagne e la cornice maestosa dell’Hôtel de Ville. Per Anne Hidalgo, nuovo sindaco di Parigi, il primo strappo alla regola di una campagna all’insegna della moderazione e del rigore è la celebrazione della sua vittoria nel cuore della città, in quello che sarà il suo quartier generale per almeno altri 6 anni. Da ieri sera, Hidalgo è il primo sindaco donna della capitale francese.

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Ritratto del giornalista da giovane

rsolnit“Ho vissuto nello stesso appartamento per 25 anni e sono consapevole che sono stata in grado di vivere della mia scrittura, sin da giovane, in parte grazie a un affitto moderato. Pagavo poche centinaia di dollari al mese e, se avessi dovuto pagarne anche 200 o 300 in più, avrei avuto bisogno di un lavoro regolare. Avrei dovuto relegare la scrittura al tempo libero o avrei dovuto avere dei coinquilini.

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Parigi: testa a testa senza passione tra UMP e socialisti

hidalgoFaceva freddo ieri lungo il Boulevard Henri IV. Il quartier generale di “Oser Paris”, la lista di Anne Hidalgo, candidata socialista alle municipali di Parigi, invaso dai giornalisti, raggelati, e da un manipolo di militanti, cercava di salvare le apparenze e trovare qualcosa da dire alla stampa, dopo i primi positivi, ma illusori, auspici. Lei, l’andalusa, come la chiamano a Parigi…

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“Germinal”: ripartire da zero a teatro

germinalIn principio, nulla. Poi, un fascio di luce. Poi un altro. Quattro persone in scena. Il resto è buio. Comincia in silenzio, e in silenzio continua almeno per i 15 minuti successivi (fatta eccezione per le risate del pubblico) lo spettacolo “Germinal“ di Halory Goerger e Antoine Defoort, di scena al 104, nel nord di Parigi, un tempo servizio municipale di pompe funebri…

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Parigi: allerta meteo e misure anti-inquinamento

© Getty Images

© Getty Images

Vagoni della metropolitana rigurgitanti di viaggiatori. Autobus pieni e, complice anche il bel tempo, biciclette e skate che invadono le strade della capitale. Tutta Parigi, lo scorso fine-settimana, si è mobilizzata per abbassare il livello di smog alla notizia che la quantità di polveri sottili provenienti dal Nord del paese avesse raggiunto un picco massimo…

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Pinguini gay e poliziotti nudi: caccia al libro proibito in Francia

Immagine da "Tango à deux papas"

Immagine da “Tango à deux papas”

In Francia, torna l’indice dei libri proibiti. Non contenti delle manifestazioni, del giorno della collera, dei cortei che hanno attraversato Parigi, i militanti contro la teoria del genere mettono sotto assedio le biblioteche municipali. Forti dell’incoraggiamento da parte di Jean-François Copé, a capo del partito di Sarkozy, che il 9 febbraio scorso si è scagliato contro “Tous à Poil !”…

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Montmartre, la notte

citywalk3È un venerdì mattina come tanti altri ai piedi della Basilica del Sacro Cuore. Scalpiccio ininterrotto, cascate di selfie, ilarità generale per questo sole inatteso, svendite di Tour Eiffel in miniatura, basi musicali in formato midi che accompagnano il suonatore di turno in sottofondo. Sono seduta al lato destro della scalinata, gli occhi chiusi sotto la luce, ad assaporare la libertà di essere lì senza fare nulla.

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Paris sans le peuple

publi-paris_sans_le_peuple“Abitare a Parigi è un chiaro segno di denominazione sociale.” È la tesi, ampiamente dimostrata, della ricercatrice Anne Clerval, autrice del libro Paris sans peuple (edizioni La Découverte), pubblicato lo scorso settembre, dove la geografa esplora le dinamiche della gentrificazione nella capitale. Clerval prende in esame, in particolare, tre aree:

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Paris Bashing: la stampa straniera e la capitale

imageParisJohn Laughland, sul The Spectator, scrive che vivere a Parigi significa “essere prigioniero di un Tupperware: il cielo grigio è più immobile di quello di Londra”. Stephen Clarke, del Daily Telegraph, scorge nella Tour Montparnasse “un simbolo dell’insoddisfazione della città, votata a una logica di auto-distruzione permanente”…

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Oltre la sponda conosciuta

© Gabriella Giandelli

© Gabriella Giandelli

“Per vent’anni ho studiato la lingua italiana come se nuotassi lungo i contorni di quel lago. Sempre accanto alla mia lingua dominante, l’inglese. Sempre costeggiandola. È stato un buon esercizio. Benefico per i muscoli, per il cervello, ma non certo emozionante. Studiando una lingua straniera in questo modo, non si può affogare.

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Francia e omofobia: ritorno al passato

-L’ultimo fine-settimana, a Parigi, due manifestazioni hanno attraversato la città. Le prime bandiere si sono levate sabato 1° febbraio, nei dintorni di Place Joffre, nel settimo arrondissement, dirette verso l’ambasciata spagnola, in segno di protesta contro il progetto di legge del governo Rajoy che  fa dell’aborto un reato depenalizzato…

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“Grimmless” a Parigi: le fiabe senza lieto fine di Ricci/Forte

grimmless-630x428Il teatro di Vanves, dove venerdì 24 gennaio ha debuttato la 16sima edizione del festival Artdanthé, è nascosto dietro il palazzo del municipio. Chiedere indicazioni è inutile. Pochi, tra i residenti, sanno dov’è. Ma ci si arriva facilmente, seguendo la musica e il vociare.

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Libération a 40 ans

timebomb“Eravamo in 50 in 30 metri quadri e tutti fumavano Gauloises”, è il ricordo vivido di uno dei redattori. Era il 5 febbraio del 1973, quando il primo numero di Libération debutta nei chioschi. Non c’è ancora il celebre logotipo rosso, ma una fotografia campeggia sulla prima pagina, accanto alla promessa editoriale “Si vous le voulez un quotidien libre tous les matins”…

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Molin-Molette: la poesia della molla a Parigi

molleIl Grand Parquet, a Parigi, è un avamposto teatrale al centro dei Jardins d’Eole, nella lunga rue d’Aubervilliers, a un passo dal Canal de l’Ourcq, nel nord della città. Un capannone in legno, qualche oblò lungo le pareti e un prato verde intorno. Un’aria quasi di casa disabitata. Solo spingendo la porta d’ingresso ci si ritrova in un’accogliente cambusa…

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“Le voci di dentro” Toni Servillo a Parigi

LEVOCI_6974-300Il teatro MC93, alle porte di Parigi, freme d’impazienza. A l’affiche, per soli quattro giorni, c’è Toni Servillo, regista e attore protagonista de “Le voci di dentro”, di Eduardo de Filippo. Osannato dalla platea parigina, che la scorsa primavera s’è lasciata incantare dal fascino decadente di Jep Gambardella, Toni Servillo, all’indomani della vittoria ai Golden Globes…

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Il corpo utopico di Foucault a Parigi

© Huma Rosentalski

© Huma Rosentalski

In scena, due attrici vestite eleganti. Poi sopraggiunge una terza. Volti stupiti, quasi, che qualcuno sia lì in platea, a disturbare nel bel mezzo di una bevuta tra amiche. Sul banco ai lati del palcoscenico, tre bicchierini semi-vuoti confermano che, molto probabilmente, le porte si sono aperte in medias res. Tra le file, un folto gruppo di alunni accompagnati dagli…

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“Mille radio a Parigi”: il Natale dei senzatetto

© Radio France - Nathanaël Charbonnier

© Radio France – Nathanaël Charbonnier

Non cibo, non coperte, non vestiti. Ma una semplice radiolina portatile, che funziona a pile e si ricarica con l’energia solare. Questo è il dono che hanno ricevuto i tanti, sempre di più, clochard della città di Parigi, grazie all’operazione “Mille radios à Paris”. L’idea è nata lo scorso anno…

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De Rome à Paris: il cinema indipendente sugli Champs-Elysées

Fotogramma dalla pellicola "Nina" di Lisa Fuksas.

Fotogramma dalla pellicola “Nina” di Lisa Fuksas.

I film italiani arrivano sugli Champs-Elysées. Questo lo slogan del festival cinematografico De Rome à Paris, giunto alla sesta edizione, organizzato da Unefa (Unione Nazionale Esportatori Film e Audiovisivi) e Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive)…

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Parigi: la Renaissance

Halle Pajol

Halle Pajol

A decretarlo è stata la Lonely Planet. È di questo mese la notizia che Parigi, secondo la celebre casa editrice specializzata nel turismo, è destinata ad essere la città che nel 2014 riuscirà a stuzzicare di più le fantasie dei viaggiatori, superando mete più esotiche come Trinidad a Cuba e Cape Town in Sudafrica…

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Squat Le Bloc: un’utopia pirata

bloc le home“Non ho mai visto uno squat fare nulla del genere”, aveva dichiarato una residente del 19simo arrondissement, a proposito del contagioso entusiasmo de Le Bloc, edificio occupato situato al civico 58 di rue de la Mouzaïa. Un’enorme facciata grigia. Niente di più visto dalla strada.

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Salman Rushdie e Joseph Anton: vite immaginarie

RushPresso l’auditorium del Louvre, è una platea impaziente quella che aspetta l’ospite d’onore della serata conclusiva della prima edizione del Festival des Ecrivains du Monde 2013 a Parigi, organizzato dalla sede francese della Columbia University e dalla Bibliothèque Nationale de France. A mettere fine alla prima tappa del festival…

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“Imitation of Death”: Ricci/Forte a Parigi

imitation-ricciAmano definirsi “radiologi dell’era moderna” o “guerriglieri della poesia”. Definizioni ben più calzanti, rispetto a quella di enfants terribles del teatro italiano, etichetta che ormai sembra averli stancati, “una reputazione trasgressiva che ci hanno spalmato addosso come pane sulla cioccolata, niente di più soporifero e insopportabile”…

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Pasolini alla Cinémathèque Française: una storia italiana a Parigi

arton8765Un giorno piovoso a Parigi. In mezzo alla settimana. Ora di pranzo. Le aspettative assomigliano a sale deserte e silenzio. Invece, sono gremiti anche negli orari meno probabili gli ambienti della Cinémathèque Française dove, dallo scorso 16 ottobre e fino al prossimo 26 gennaio, è allestita la mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini, dal titolo “Pasolini Roma”…

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Street food a Parigi

Bahn Mi Nomade a Parigi.

Bahn Mi Nomade a Parigi.

Il primo a gridare al pericolo è stato il Front National. Il partito francese d’estrema destra ha allertato i palati fini e le buone forchette nazionali del rischio imminente di “kebabizzazione”. La paternità del termine è stata rivendicata da Louis Aliot, vice-presidente del Front National, che ha puntato il dito contro…

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Piccole librerie crescono

libri2Davide contro Golia. Il piacere della piccola bottega contro lo spazio impersonale del centro commerciale. O, in altre parole, le librerie di quartiere contro il colosso Amazon. L’inedita battaglia arriva dalla Francia, dove pure il piacere di guadare e scegliere il proprio libro è ancora un vezzo comune: il 43% delle vendite, nel 2012…

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Nei bains-douches di Parigi

bainsdouchesL’ingresso in stato di ebbrezza è severamente proibito e l’utilizzo delle docce non è consentito oltre i venti minuti”. È quanto si legge all’ingresso dei 16 stabilimenti di docce municipali sparsi per la città di Parigi. Nati nel 19simo secolo…

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Lady

attente“In the smoke-filled world
Where the jokes are cold
They don’t laugh at jokes
They laugh at tragedies”

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Paris is a good idea

hepburnParis is always a good idea. Is it truly? They say Audrey Hepburn once said that in a movie. But was it one of her thoughts? Or a Sabrina‘s one? Or an Holly Golightly‘s wandering blues? I was asking to myself if Paris was always a good idea or not while I was waiting for the metro in Barbès, carrying my second suitcase…

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Keeping going

(c) Thierry Murat and Rascal

(c) Thierry Murat and Rascal

It is a long time I did not write. Sometimes updating takes too much time. And it ends to be a simple meaningless report. That’s why I’d rather use silence and images. And comics. Meanwhile, I’m keeping following my bad wind. Next stop will be Angoulême…

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Le Boulevard du Crime

batisteNous étions plusieurs à la regarder ; j’étais le seul à la voir. Les enfants du paradis. Ils ne savent que rire. Comme des enfants. Les rêves, la vie, c’est pareil ! ou alors ça vaut pas la peine de vivre. Et puis qu’est-ce que vous voulez que ça me fasse la vie, c’est pas la vie que j’aime, c’est vous !…

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Noir et blanc

départ“Essere nati in un paese e vivere in un altro è un po’ come avere un amante senza rinunciare del tutto al vecchio e devoto marito. Se il primo ci scontenta c’è sempre l’altro e viceversa: un paese ufficiale e uno di scorta.”…

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Facce da Nuit Fatale

tatooParis, Nuit Fatale, sabato 20 ottobre. Festival du Burlesque à la BellevilloiseLucia, 26 anni, alla porta del Peep Show, controlla la fila e assicura che nessuno abbia con sé la macchinetta fotografica prima di assistere alla performance di spogliarello burlesque…

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Un dimanche soir

Paris la nuitUndicesimo giorno a Parigi. Primo trasloco. Arrivo nella mia nuova casa, a pochi metro dalla fermata Place de Clichy, una rotonda impazzita di ostriche, cozze fritte, Mac Doner, maroquinerie odoranti di cuoio, alberghetti senza pretese, Bonjour, ça va? a ogni svolta del marciapiede…

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Paris, le matin

Paris dalla mia finestra.Sono le sette del mattino. Parigi si sveglia fuori dalla finestra. Sempre la stessa. Grigia, dura e inafferrabile. Infreddolita e scontrosa, dopo una notte gelida. Intrappolata nella grisaille perenne, che fa di ogni rantolo d’azzurro quasi un miracolo. Dal mio balcone, la mattina presto, il cielo non si fa chiaro prima delle otto…

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The last day of summer

prova 026Someone said “the last day of summer never felt so cold, the last day of summer never felt so old”. It’s not my case, this time. I just feel fine…

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Paris en vélo: de Nation a Bastille

vieilledameLa Rue du Faubourg Saint-Antoine è una delle strade più antiche di Parigi. Segna il confine tra l’11esimo e il 12esimo arrondissement, deve il suo nome all’abbazia di Saint-Antoine des Champs, divenuta poi l’ospedale di Saint-Antoine, ed è una delle brulicanti arterie che si staccano dalla rotonda di place de la Nation…

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Just a drawing

charactersDelacroix“Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima volta è già la vita stessa?…

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New York City and…Hélène Pé

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn una domenica pigra di fine novembre, a Brooklyn, dove anche la linea L della metropolitana è eccezionalmente ferma nella città che non s’arresta mai, da Williamsburg ci vuole solo un quarto d’ora per raggiungere a piedi tutti i vintage store intorno a Bedford Avenue, aperti solo durante il fine settimana.

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In a sentimental mood

paris_gare_du_nord_nightVoglio tornare a perdermi nel vuoto della Gare du Nord. Scendo dalla linea 4, subito dopo Gare de l’Est. Chi va a Barbès prosegue la corsa fino al diciottesimo arrondissement. Ma i più si fermano alla stazione, scendono con me e mi accompagnano con lo sguardo mentre salgo le scale. Sbaglio uscita. Torno indietro. Risalgo. Arrivo vicino ai treni…

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