Piccole librerie crescono

Davide contro Golia. Il piacere della piccola bottega contro lo spazio impersonale del centro commerciale. O, in altre parole, le librerie di quartiere contro il colosso Amazon. L’inedita battaglia arriva dalla Francia, dove pure il piacere di guadare e scegliere il proprio libro è ancora un vezzo comune: il 43% delle vendite, nel 2012, è stato effettuato da librai. Un dato rassicurante che, tuttavia, vacilla, dinanzi all’avanzata del mercato on-line che, in soli 15 anni, si è accaparrato l’11% delle vendite, di cui più della metà sono firmate da Amazon. È per questo che 65, per ora, librerie indipendenti di Parigi hanno deciso di coalizzarsi in Paris Librairies, network che permette ai lettori di localizzare il libro desiderato nella capitale, di ordinarlo presso la libreria che desiderano e di evitare lungaggini e inseguimenti letterari.

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Il sito è nato in occasione del Salone del Libro 2012 di Parigi ed è stato lanciato durante l’edizione di quest’anno, dove, circostanza non proprio casuale, Amazon ha deciso di rinunciare al proprio stand, per “problemi di immagine”, riscontrati in Francia e in Germania. Sono quattro i librai che hanno dato il via all’associazione: Philippe Touron della libreria Le DivanIsabelle Leclerc de L’ImagigrapheXavier Moni della libreria Comme un Roman, e Laura de Heredia dell’Arbre à Lettres. Ma, in realtà, il network, equivalente virtuale di una libreria di circa 8500 metri quadri, mette a disposizione 5000 librai professionisti e impazienti di consigliare il libro giusto. Isabelle Leclerc, da 10 anni libraia indipendente nel quartiere di Oberkampf, è entusiasta: “i lettori hanno capito che la prossimità è un asso nella manica e che, in fin dei conti, noi siamo molto più veloci di Amazon nelle consegne”. I suoi clienti hanno subito apprezzato l’iniziativa, per via del sito “pratico, veloce e intuitivo, e, soprattutto, per la solidarietà tra librai, sono abituati a vederci come individui solitari e questa nuova collaborazione li ha stupiti non poco”.

Dall’Est parigino a Seine-Saint-Denis

La capitale francese ha, tuttavia, un antecedente: prima di Paris Librairies, c’è stata, infatti, Librest, un’iniziativa che ha coinvolto nove librerie dell’Est parigino permettendo loro di condividere i propri depositi, fino a mettere a disposizione circa 800.000 titoli di cui 100.000 disponibili sin da subito. Con Librest è nato il sito lalibrairie.com, che raggruppa circa 800 librerie indipendenti in più di 600 comuni, con l’intenzione di dimostrare che, pur approfittando di internet, si può salvaguardare il tessuto sociale e preservare le librerie dal fallimento. Paris Librairies è, però, la prima rete estesa in tutta la città, grazie anche alla nuova applicazione di geo-localizzazione, che accomuna una procedura virtuale e un acquisto fisico, preceduto, perché no, da una salutare passeggiata tra gli scaffali della libreria di turno. L’avvento delle librerie on-line, infatti, se da un lato facilita al lettore la ricerca del proprio oggetto del desiderio, dall’altro lo priva di colpi di fulmine inattesi, incontri letterari casuali, piacevoli passeggiate senza alcuna direzione nei boschi narrativi.

libri2Dal 2007 al 2011, il numero di librerie a Parigi è diminuito del circa 7,6%, ma la capitale francese conserva lo status di città ad alta densità di tomi con una libreria ogni 4800 abitanti. A quelle già esistenti, si sono aggiunte di recente le prime librerie che hanno timidamente aperto i battenti nel dipartimento di Seine Saint-Denis, periferia disagiata a nord della città, che ha assistito all’inaugurazione di 6 nuove librerie solo negli ultimi 3 anni. E undici delle orgogliose 15 librerie che hanno ripopolato il distretto hanno anche dato vita all’associazione Librairies93 (dal numero che identifica questa parte della regione, ndr) per sostenersi tra colleghi, promuovere la lettura su tutto il territorio e dare un chiaro segno di dinamismo. “Chissà che anche queste non possano entrare a far parte del nostro network”, immagina Laura De Heredia, dell’Arbre à Lettres, “puntiamo a una soluzione collettiva e non individuale e a un network che vada oltre la nostra clientela di quartiere ma comprenda sempre più lettori”. I primi ritorni dell’iniziativa sono, a suo avviso, più che positivi, “soprattutto tra noi librai”, continua, “dodici colleghi fanno parte di un consiglio di amministrazione e le occasioni di incontro sono aumentate, così come le possibilità di scambiarci idee, conoscenze, pratiche e buoni consigli”.

Una buona notizia, questa, che lascia intravedere uno spiraglio per il mercato delle librerie, soprattutto dopo il notevole contributo da parte degli editori che, lo scorso giugno, in occasione dell’appuntamento Rencontres nationales de la librairie, hanno annunciato il progetto di devolvere 7 milioni in favore delle librerie indipendenti, ai quali, nel 2014, si aggiungeranno ulteriori 2 milioni da parte dello stato francese, al fine di sostenere la rete dei librai indipendenti e promuoverne la vendita on-line. Un segnale d’apertura considerevole, sommato a quello del ministro della Cultura francese Aurélie Filippetti che, durante lo scorso Salone del Libro, aveva accusato Amazon di dumping e annunciato un ulteriore aiuto finanziario pari a 9 milioni di euro per le librerie.

Qui l’estratto pubblicato su Lettera43.it

Photo: Shakespeare & Co. (cc) gadl/flickr; libri e Tour Eiffeil (cc) infraleve/flickr

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Un pensiero su “Piccole librerie crescono

  1. Diecimila Miglia ha detto:

    Purtroppo non è solo la rintracciabilità dei libri che fa di Amazon una preferibile alternativa alla piccola libreria, quanto piuttosto i prezzi. In Italia ormai i libri appena usciti arrivano a costare 20/27 euro, è normale che risparmiare il 15% possa fare la differenza. Sono convinta che solo la presenza di librai preparati e appassionati possa farci tornare indietro…

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