Parigi: la Renaissance

A decretarlo è stata la Lonely Planet. È di questo mese la notizia che Parigi, secondo la celebre casa editrice specializzata nel turismo, è destinata ad essere la città che nel 2014 riuscirà a stuzzicare di più le fantasie dei viaggiatori, superando mete più esotiche come Trinidad a Cuba e Cape Town in Sudafrica. La Francia, infatti, con 80 milioni di presenze all’anno, resta il paese più visitato, e la sua capitale, con 33 milioni di arrivi, si conferma la metà più ambita al mondo. Il motivo? Parigi attraversa una fase di Rinascimento urbano: si parla di una vera e propria primavera, visti i numerosi lavori di rinnovamento che coinvolgono la Ville Lumière, per renderla ancora più attraente e appetibile per i visitatori, ma non solo.

LE NUOVE CAMPANE DI NOTRE-DAME. Parigi, non paga della reputazione di città più bella del mondo, pare, infatti, non voglia limitarsi a vivere sugli allori. Ecco allora che nove nuovissime campane rimpolpano i rintocchi di Notre-Dame de Paris, riproducendo il suono delle campane medievali e un magico “tappeto volante” diventa il tetto della sezione dedicata all’arte islamica del Louvre, visibile dal cortile interno. E questi sono solo alcuni dei lavori di rinnovamento giunti a conclusione di recente. Tra i lavori in corso di cui Parigi va sicuramente fiera, si conta l’opera di riduzione del traffico lungo le rive della Senna, circa 1,5 km di Rive Droite oggi divenuti aree pedonali e piste ciclabili. Ma soprattutto, a incantare i turisti sul bateau-mouche, sono i cosiddetti “jardins flottants”, che costellano i 2,5 km lungo la Rive Gauche, tra il Pont de l’Alma e il Musée d’Orsay, per un totale di 1800 metri quadri di aiuole galleggianti e aree pedonali, divisi in cinque isole collegate l’una all’altra attraverso un sistema di piccoli ponti e passerelle.

Halle Pajol

Halle Pajol

LES HALLES SI RINNOVA. Punta di diamante del rinnovamento, inoltre, sono le nuove terrazze, che incorniciano la Senna proponendo attività culturali, ricreative o semplicemente menu inediti da gustare. In particolare, si attende l’arrivo del Rosa Bonheur sur Seine, il celebre bar del parco Buttes Chaumont finalmente in versione marinara, e Le Flow, nuova terrazza del ponte Alessandro III, che conta 400 metri quadri di spiaggia e un menu di tapas con bar e sedute aperti tutti i giorni fino alle 2 del mattino. All’interno del progetto di rinnovamento, ha un posto d’onore, infine, l’elegante scalinata in legno che si srotola davanti al Musée d’Orsay arrivando direttamente nella Senna, raffinato punto di ritrovo e di sosta per parigini e turisti. A dicembre, inoltre, si conclude una parte di uno dei più grandi e longevi cantieri di Parigi, che avvolge il cuore di Les Halles ormai da anni. Ingresso principale della città, con circa 750.000 viaggiatori che vi transitano in media ogni giorno, Les Halles si rinnova, adeguandosi alle ultime norme di sicurezza, ma soprattutto ritrovando una nuova dinamicità. Il progetto comprende, infatti, un giardino interno, un’area pedonale più ampia, passaggi sotterranei più semplici e pratici, un nuovo ingresso per i treni regionali, un Forum più luminoso e moderno.

ALLA HALLE PAJOL. Parigi, tuttavia, è in pieno fermento urbano, non solo nei quartieri prettamente turistici. Sono sempre di più i cantieri che coinvolgono anche gli angoli meno frequentati della capitale, per appianare le barriere architettoniche, regalare agli autoctoni nuovi spazi verdi e rendere Parigi una città non solo più bella ma anche più vivibile nel quotidiano. Sebbene sia stata recentemente accusata di essere la docile vittima di un inevitabile processo di gentrificazione, soprattutto nelle aree tradizionalmente popolari, oggi prese d’assalto dalla piccola borghesia intellettuale, la capitale si dà da fare per incentivare la vita di quartiere e aumentare la fruibilità delle sue strutture. Risponde a queste esigenze, ad esempio, la nuova Halle Pajol, inaugurata lo scorso 7 novembre, dopo 3 anni di cantiere, nel 18simo arrondissement, comprendente la nuova biblioteca Vaclav Havel, il più grande ostello della gioventù della città, negozi e un giardino interno, tutto alimentato a energia solare con circa 3500 metri quadri di pannelli fotovoltaici. Sempre nello stesso quartiere, nell’area di Barbès, ha riaperto quest’anno l’elegante cinema Louxor, novella fenice dai decori neo-egiziani, che riserva agli spettatori un’invidiabile terrazza.

Cinema Louxor

Cinema Louxor

PROSSIMA TAPPA PORTE DE VINCENNES. È stata inaugurata lo scorso giugno, inoltre, la nuova place de la République, cuore della città, che offre ai parigini, ma non solo, un arredamento inedito, con poltrone, sedie e panchine per i più grandi, e un parco-giochi a disposizione dei più piccoli. Fa parte del nuovo look della piazza anche il caffè Monde et Média, circondato da un elegante specchio d’acqua. Risponde sempre a esigenze di vivibilità il cantiere che ben presto coinvolgerà l’area intorno a Porte de Vincennes, per un progetto di rinnovamento urbano, che punta a ristabilire una sorta di continuità tra la città e le aree limitrofe di Saint-Mandé, Montreuil e Vincennes, attraverso nuove strutture pubbliche pensate per restituire carattere e personalità a un quartiere considerato residenziale e monofunzionale. Sembra quasi un regalo agli autoctoni, invece, la riapertura della cosiddetta Petite Ceinture, antica linea ferroviaria, che conta circa 35 km e collega Balard alla rue Olivier de Serres, nel sud della città, che sarà accessibile, tratto dopo tratto, al pubblico, offrendo ai parigini paesaggi inediti e angoli dimenticati. Per rispettare la biodiversità unica di questo ecosistema, sviluppatasi autonomamente intorno ai vecchi binari e che oggi vanta circa 220 specie differenti di piante e animali, la Petite Ceinture non sarà illuminata artificialmente e resterà quindi chiusa durante le ore di buio.

La Petite Ceinture

La Petite Ceinture

DO YOU SPEAK TOURISTE? Parigi, senza aspettare la primavera, è già in procinto di sbocciare. La Senna diventa il nuovo salotto en plein air della capitale, le piazze si schiudono e s’inaugurano nuovi spazi urbani che, si spera, faranno riscoprire ai parigini più annoiati la propria città e riusciranno a far dimenticare ai turisti, almeno a quelli più navigati, i luoghi più inflazionati e ormai ben poco autentici della capitale, come la terribile rue de Steinkerque, passaggio obbligato tra il boulevard de Rochechouart e il verde di Montmartre, raduno di truffatori, rumorosi venditori di souvenir, accozzaglia di Torri Eiffel e dolciumi di discutibile gusto. La Francia punta quindi all’accoglienza e al turismo che, secondo le previsioni, dovrebbe esplodere nei prossimi dieci anni. Ma, fatta Parigi, purtroppo restano da fare i parigini. La dice lunga, infatti, il nuovo programma “Do you speak touriste?”, lanciato dalla Camera di Commercio di Parigi, una sorta di manuale, con tanto di schede per ogni nazionalità, per conoscere meglio, e di conseguenza accogliere meglio, la clientela turistica. L’obiettivo è quello di rispondere in maniera adeguata alle esigenze di un turismo sempre più internazionale, ma soprattutto riuscire a scrollarsi di dosso la reputazione di impazienti, maleducati e scontrosi, cucita addosso, e non senza motivo, alla fauna locale.

Qui, l’articolo nella versione pubblicata su Oggiviaggi.it. 

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