B-side

Tra le Città Invisibili ce n’è una sui trampoli, e gli abitanti guardano dall’alto la propria assenza. Forse per capire chi sono devo osservare un punto nel quale potrei essere e non sto. Come un vecchio fotografo che si metta in posa davanti all’obiettivo e corra poi a schiacciare la peretta, fotografando il punto in cui poteva esserci e non c’è. Nei momenti euforici penso che quel vuoto che non occupo possa esser riempito da un altro me stesso, che fa le cose che io avrei dovuto fare e non ho saputo fare. Un me stesso che può scaturire solo da quel vuoto.

Italo Calvino

Altre rive, altri lidi, altre sponde esistono. Dove torno di tanto in tanto. Dove, in una vita parallela, in un futuro prossimo o lontano, ci sono io, la mia famiglia a quattro zampe e la mia famiglia umana, i miei amici, di ieri e di oggi, e un territorio che non finisce mai di sorprendermi, dal quale sono andata via per puro caso.

Queste latitudini rispondono al nome di Salento e, nella mia dimensione parallela, io sono rimasta su uno scoglio di fronte allo Ionio, ad annusare le foglie d’albero d’eucalipto nella vecchia casa di mare, in bicicletta a esplorare tratturi di campagna e a imparare a riconoscere le erbe selvatiche. O ancora ci sono io nel silenzio di una chiesa barocca, un pomeriggio qualunque.

Nell’attesa di tornare a vivere di persona laggiù, o tra una partenza e l’altra, è nato il progetto turistico Stanze, un viaggio per sentirsi a casa, dove vogliamo raccontare il Salento da una prospettiva altra, attraverso storie, narrazioni dimenticate e percorsi di viaggio alternativi. Da qui si può partire per esplorare il nostro piccolo sito, le sue strutture d’accoglienza, a cui abbiamo voluto legare una storia vera, un ricordo personale, che conferisca valore e personalità a una casa, una stanza, una veranda sul mare.

Perché? Forse per nostalgia, forse perché “per capire chi sono devo osservare un punto nel quale potrei essere e non sto”, come scriveva Italo Calvino, ché per comprendere certe latitudini bisogna viverle da estranei, da stranieri e, come il Barone Rampante appollaiato su un albero, “trovare la distanza giusta per essere presente e insieme distaccato”.

E infine, perché Stanze? Perché la stanza è il primo posto dell’anima, il luogo dove, forse ancor prima d’aver visto il mondo, si comincia a fantasticarci su, a sognare di percorrerne i meridiani e i paralleli, a immaginare traiettorie e itinerari su una mappa appesa sul muro. Ci sono stanze che ci accompagnano per tutta la vita, altre che conosciamo solo per un paio di giorni e per qualche mese, stanze di passaggio e stanze indelebili. E poi stanze altre, che diventano nostre per il tempo di un fine settimana, di una vacanza al mare, impregnandoci di un passato che diventa subito nostro e di un presente inaspettato.

Per saperne di più ——————-> http://stanzeonline.com/

 

 

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